Da “Communication

Era il 2007, quando gli studiosi dell’allora Crisc-Cmcs individuarono nella differenza fra “accesso” e “partecipazione” uno degli snodi importanti nell’uso politico e nelle dinamiche relazionali del web 2.0.

Nel 2009, poi, il CMCS presentava una delle prime ricerche sul ruolo della rete (e dei social media in particolare) per la mobilitazione politica.

A più riprese, in convegni e interviste, i ricercatori del CMCS hanno messo l’accento sul ruolo “costruttivo” dei social media; e, pur senza negare rischi e problematicità, sistematicamente smontando le ipotesi più superficiali sulla rete come ambiente disgregante e/o di disimpegno.

Una conferma parziale (e ancora da verificare) delle ipotesi del CMCS si è avuta “sul campo” con l’evidenza del ruolo dei social media nella recente battaglia referendaria.

Giunge dall’autorevole Pew Research Center una conferma degli studi del CMCS (QUI). Motivo di soddisfazione per la LUISS e per l’intera ricerca italiana.

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Personalmente, non posso che essere contento. Segno che davvero la ricerca è un percorso comune di tanti soggetti diversi che spesso neanche si conoscono. Tanti tasselli affinché qualcuno, fra un giorno o fra un secolo, possa riconnetterli in unità.

Che poi l’Università italiana non si accorga del lavoro che fanno i suoi ricercatori… vabbè, è un altro discorso. E, come sempre, meglio stendere il solito pietoso velo.

Michele Sorice