Stamattina, quando TV2000 mi ha intervistato sulla morte di Steve Jobs, avrei voluto trovare le “parole giuste”. Non so, non credo di esserci riuscito.

Poi avrei voluto trovarle per scrivere un commento. Ma molti l’hanno fatto meglio di quanto io avrei potuto.

Meglio di tutti, però, l’ha fatto una mia collega e amica, Emiliana De Blasio. E’ suo il commento che qui riporto:

Che dire in un giorno di lutto come questo. Grazie Steve Jobs, figlio della working class, per averci ricordato che avere una visione del futuro riesce a plasmare le vite di molti e a renderle migliori. Nelle spinose questioni di cui la tecnologia si tinge sei riuscito a renderla piu accessibile, funzionale, stabile e anche bella. Con la tua propensione al rischio sei riuscito a dimostrare che quei vecchi tromboni conservatori del capitalismo tecnocentrico hanno torto, e riescono ad avere uno spazio solo per alleanze poco chiare. Ti ringraziamo, inoltre, per aver usato la mela in onore di Turing, grande genio del calcolo e padre dell’informatica.  Che morì a 41 anni avvelenandosi con una mela a causa delle persecuzioni che fecero seguito alla sua dichiarazione di omosessualità. Turing cercò di modificare il suo corpo prendendo degli ormoni che lo devastarono psicologicamente, la persecuzione omofobica lo aveva avvelenato facendogli interiorizzare la sua inadeguatezza. Uno stato mentale e somatico che noi donne conosciamo come il respiro! Steve, non sei un simbolo del femminismo anche se hai amato Joan Baez e adorato Laurene Powell ma sei il simbolo della possibilità.
Scusate se mi sono dilungata ma la mia ammirazione non ha limiti per chi sa amare cosi tanto la vita da sognarne una diversa.

Non avrei mai potuto trovare parole più belle. Grazie a Emiliana. E grazie a Steve Jobs.

Stay hungry! Stay foolish!

Forever.