Gli amici di “Cercasi un fine” hanno diffuso un comunicato stampa che molto volentieri diffondiamo. Si tratta di un caso locale (ma non localistico) che rappresenta comunque un esempio significativo sulla gestione dei beni pubblici.

 

«Apprendiamo dagli organi di stampa che la Provincia di Bari il 1 dicembre 2011 procederà alla vendita per asta pubblica dell’Istituto Psico-pedagogico per bambini (ex Preventorio) ubicato sulla SP Cassano-Mellitto, al km 1, così come previsto dal Piano delle dismissioni degli immobili provinciali per l’anno 2011 (delib. Cons. Prov. N. 10 del 07/06/2011).

La decisione di procedere alla vendita di un immobile che ha rivestito negli anni passati un importante ruolo storico e sociale non solo per il comune di Cassano ma per l’intera provincia ha suscitato amarezza e irritazione.

Amarezza nel constatare come, sempre più spesso, la Pubblica Amministrazione non sia più capace di leggere i bisogni delle comunità e offrire risposte adeguate. Nel caso specifico l’Istituto Psico-pedagogico viene rimesso sul mercato dopo anni di incuria e abbandono, dopo anni di vane promesse elettorali di recupero e rilancio, senza alcuna capacità delle amministrazioni di vario colore succedutesi nel tempo di considerare il patrimonio immobiliare delle Amministrazioni Pubbliche non solo un mezzo per fare “cassa” ma un fattore di ricchezza, sviluppo, promozione sociale, culturale e economica del territorio.

Irritazione perché la nostra Associazione “Cercasi un fine”, attiva con le sue scuole di formazione politica sul territorio regionale e con il periodico diffuso su tutto il territorio nazionale, sin dal 2007 ha proposto all’allora Presidente Vincenzo Divella di destinare quell’immobile ad attività di formazione sociale, politica ed interculturale, finanziandone il recupero attraverso i fondi europei dell’asse 3 del FESR 2007-2013. A parte l’entusiasmo iniziale, che portò ad un sopralluogo della struttura e a una perizia effettuata da un socio dell’associazione che la Provincia ha fatto propria, nulla se non il silenzio.

Nel 2009 abbiamo presentato le nostre proposte anche al Presidente Schittulli, in questo caso non abbiamo avuto alcuna risposta e oggi capiamo perché, evidentemente le intenzioni dell’Amministrazione provinciale erano altre.

Ancora una volta non possiamo che constatare e toccare con mano la faciloneria con cui viene amministrata la cosa pubblica, la stessa che ha portato lo scorso anno l’Amministrazione Comunale di Cassano delle Murge, guidata dal Sindaco Di Medio, a rinunciare al finanziamento di un milione di euro del PON sicurezza per il progetto di recupero e destinazione a fini sociali del complesso di ville Garden Village, che vedeva coinvolte 13 importanti realtà del terzo settore di rilievo regionale e lo stesso comune di Cassano (per la documentazione su tutte queste vicende cfr. www.cercasiunfine.it).

In ambedue i casi i segni del tempo che giorno dopo giorno rendono quegli immobili dei ruderi, rappresentano per noi l’immagine reale di una Pubblica Amministrazione che cade a pezzi, incapace com’è di essere casa comune di tutti i cittadini.

Governare la cosa pubblica è un’arte difficile che richiede ampia competenza, provata moralità e grande capacità progettuale: il bene di tutti, infatti, è frutto di sinergie complesse e spesso difficili. Fare cassa con la vendita di beni pubblici, non attingere ai fondi europei in maniera adeguata e piena, introdurre politiche di basso profilo morale e istituzionale, non ascoltare e non rispondere alle domande che vengono dai settori più deboli e più poveri della nostra società, ci sembra essere in perfetta linea con chi sta portando il nostro Paese allo sfascio. A tutto ciò diciamo il nostro più convinto e motivato NO».

Cassano delle Murge, 30 ottobre 2011

 

L’Associazione Cercasi un fine Onlus