Mi piace ricordare così Barbara Fabiani. Che ho avuto la fortuna di avere come mia “studentessa” e di incontrare poi in alcuni di quegli eventi del “terzo settore” che lei conosceva benissimo.

Mi piace ricordarla con le parole, leggere e dolci, di Misna, per cui Barbara ha lavorato tanti anni.

 

“Un abbraccio forte. E non fatevi rovinare la vita dalla negatività”. Continuiamo a rileggere questo ultimo sms con il quale la nostra collega Barbara Fabiani, appena qualche settimana fa, ci aveva avvisato che la malattia si era rifatta sentire.

Eravamo tutti sicuri che avrebbe vinto anche questa battaglia. Barbara era combattiva, appassionata, non si arrendeva mai, la sua energia e il suo entusiasmo non hanno mai lasciato le mura di questo ufficio, da cui da un po’ di tempo si era dovuta allontanare. A ciascuno di noi, Barbara ha regalato qualcosa. Una parola di conforto, una pianta per rallegrare le nostre scrivanie, una risata, un consiglio.

A tutti ha insegnato come portare avanti le proprie idee anche e nonostante i momenti bui, con coraggio e dignità, a voce alta.

Per anni, si era fatta portavoce e difensore dei diritti della redazione come fiduciario sindacale. Come già aveva fatto per gli ultimi di questa terra, nei diversi ‘Sud’ del mondo.

Per la MISNA, dove ha lavorato per quasi un decennio, dopo precedenti esperienze giornalistiche nel terzo settore, Barbara si era occupata soprattutto di Asia, ma non solo. Appassionata di scrittura e di storia, il suo legame con la sua città natale è suggellato in un libro, che è anche il suo testamento intellettuale: “Fare l’amore a Roma”.

Sei sempre qui a scrivere con noi. Ciao BF.

La redazione