L’affermazione (peraltro non nuova) su Nilde Jotti dell’on. Santanchè alla Zanzara (Radio24) non meriterebbe alcun commento. Non solo l’affermazione è di cattivo gusto ma costituisce anche un falso storico. Pensare che Palmiro Togliatti, quindici anni dopo essere morto, possa aver “raccomandato” Leonilde per fare la presidente della Camera assume il colore del grottesco.

Le affermazioni dell’on. Santanchè sono spesso politicamente insignificanti ma hanno il potere di essere mediaticamente  forti.

Il punto, tuttavia, non è la sostanza delle affermazioni (risibili) sulla Presidente Jotti ma la logica che vi è soggiacente e che costituisce uno degli elementi argomentativi del populismo più becero. L’idea, cioè, che tutti siano uguali, che qualunque deformazione (etica, politica, culturale) possa essere accettabile perché tanto “così fan tutti”. Si tratta, non a caso, della stessa argomentazione usata per giustificare il malcostume politico, quello calcistico, quello finanziario e imprenditoriale, quello del baronato accademico. Insomma una giustificazione perfetta per legittimare il degrado dell’etica pubblica.

Dovremmo dirlo con forza che questa omologazione è falsa e offensiva. Offensiva per i milioni di italiane e italiani che si sforzano di contribuire al bene pubblico, che lavorano onestamente e con impegno, che hanno competenze elevate (e spesso poco riconosciute), che difendono la sicurezza di tutte/i, che curano producono studiano amano. No, non siamo tutti uguali. Nilde Jotti non c’entra niente con la deriva del reclutamento della classe politica.

Non sempre tutte le cose sono uguali. Vale anche per la storia. Se tutti uguali erano gli italiani che si combatterono dal ’43 al ’45, non erano intercambiabili le loro idee, come certa storiografia vorrebbe farci credere. C’era chi combatteva (magari in buona fede) al fianco di un esercito straniero e invasore e c’era chi combatteva per la libertà della sua gente: non è la stessa cosa.

Ci sono giovani che hanno competenze e capacità enormi e ci sono raccomandati che scalano posizioni sociali: non è la stessa cosa.

La logica dell’omologazione è pericolosa perché giustificatoria.

Non è vero che così fanno tutti. C’è un Italia diversa. Un’Italia che deve tornare a far sentire la sua voce.