Davanti all’attentato di Brindisi è difficile dire qualcosa di sensato, qualcosa che non sia retorico o frutto di una profonda rabbia.

Rivivo, a distanza di anni, emozioni e paure già vissute. Un paese che non cambia mai? L’arroganza inutile di certa politica, il populismo becero che alza la voce e spegne il cervello, l’antipolitica che con la sua retorica colpisce anche le istituzioni democratiche, gli attentati senza senso, la violenza stragista che taglia vite giovani e innocenti, le mafie che imperversano. E l’assenza di risposte razionali e progettuali. Sembra un film più volte visto.

Le parole sembrano inutili. Faccio mie alcune parole dell’appello diffuso dal Partito Democratico: “Strategie criminali e deliranti strategie politiche vogliono approfittare del disagio e della sofferenza che il Paese vive. Il loro obiettivo è quello di rafforzarsi e di rendere più stringente il loro ricatto sulla democrazia e sulla società in una fase di debolezza del tessuto sociale e democratico.
E’ tempo di prendere piena consapevolezza di quello che sta avvenendo”.

Condivido e sottoscrivo in pieno. E forse dovrebbero farlo tutte le italiane e tutti gli italiani, a prescindere dalle loro posizioni politiche e culturali. Qui c’è in gioco la nostra sicurezza, la convivenza civile, la coesione nazionale. Qui c’è in gioco la democrazia.

Davvero è venuto il tempo di prendere consapevolezza di quello che sta avvenendo nel Paese. La nostra democrazia è fragile: ma la difenderemo, fino in fondo.