Giuliano Pisapia ha salutato papa Benedetto dandogli il benvenuto a nome di tutti, credenti e non credenti “perché la fede non può essere motivo di divisione ma di unione”. Un benvenuto caloroso che il Sindaco ha voluto dare anche a nome di “uomini e donne che arrivano da 170 paesi del mondo e che hanno scelto Milano come loro città. Nuovi milanesi, come il nostro patrono, Sant’Ambrogio. Che non era milanese, e nemmeno italiano”.

Il tema della famiglia dovrebbe, in effetti, essere un grande tema di incontro e non certo di scontro politico. Negli ultimi anni, per esempio, la politica italiana ha usato la famiglia (anzi le famiglie, i loro problemi, le loro necessità) come un’arma ideologica. Ma la famiglia / le famiglie costituiscono un fondamentale aggregato costitutivo della realtà sociale: a nessuno deve essere consentito di usare le persone come strumenti di lotta politica. Il laicismo più volgare e l’integralismo più becero si sono saldati, nel corso degli ultimi anni, nello sforzo di cancellare le persone a favore di utilitarismi ideologici. Alla costruzione della coesione sociale, alcune forze politiche (e spesso anche partiti anti-politici) hanno preferito la logica della distruzione ideologica, della demonizzazione dell’altro.  D’altra parte la stessa fede religiosa è stata spesso usata come strumento di legittimazione (o delegittimazione) politica: fede come ideologia, cioè la sua negazione.

La famiglia ha rappresentato, negli ultimi anni, un terreno di scontro ideologico. Uno scontro che, peraltro, non ha mai partorito specifiche politiche per le famiglie, a dispetto dei tanti richiami populistici al valore dell’istituto familiare.

La citazione del commissario Rex da parte di Pisapia  (guardavamo “il commissario Rex come lei e suo fratello”) ha fatto sorridere e poteva sembrare solo una frase di circostanza. Ha, invece, un altissimo valore politico: rivendica la vicenda comune del genere umano, persino nelle contingenze storiche dei consumi culturali.

Il saluto di Giuliano Pisapia a Benedetto XVI apre con gentilezza e decisione una fase nuova della politica italiana. “Per costruire bisogna proseguire spalla a spalla, guardando insieme verso un unico obiettivo”. Fra tendenze anti-politiche, proclami populistici, incapacità di progettare e “pazze idee”, il discorso di Pisapia rappresenta uno spiraglio di luce per chi crede in una politica fondata su uno stile diverso.