Leadership politica e cinema. Ovvero la rappresentazione della leadership – spesso weberianamente carismatica – nelle grammatiche e nei meccanismi narrativi del cinema.

Se ne parla domani, lunedì 22 ottobre, alla LUISS, dalle 17.30, in aula 203 (Toti). Se ne parla a partire dall’ultimo libro di Dario Edoardo Viganò, La maschera del potere. Carisma e leadership nel cinema, edito  dalla Fondazione Ente dello Spettacolo. Il libro porta a compimento un lavoro iniziato nel maggio del 2011, all’interno del convegno internazionale Leadership, tenutosi proprio alla LUISS e promosso dal CMCS.

Alla tavola rotonda del 22 ottobre in LUISS parteciperanno Emilio Carelli, Sky; Paolo Del Brocco, AD Rai Cinema; Guido Gili, Università del Molise; Giovanna Melandri, ex deputata e neo-presidente del MAXXI; Simone Montedoro, attore; e ovviamente Dario Edoardo Viganò, presidente Feds e autore de La maschera del potere. La tavola rotonda sarà presieduta da Emiliana De Blasio, coordinatrice scientifica del CMCS della LUISS.

 

Il libro di Dario Edoardo Viganò parte proprio da qui. Il leader eroe mediale è anche il leader rappresentato dal cinema e, più in generale, dalle industrie creative. Il cinema, in effetti, ha spesso raccontato figure di leader politici o di leadership con un forte impatto sociale: da Citizen Kane di Welles al Grande Dittatore di Chaplin; dalla vicenda di Michael Collins al Discorso del re; dai politici rappresentati dal cinema italiano fino alle storie sui presidenti statunitensi, che possono essere eroi, guerrieri, salvatori del pianeta, strumenti di interessi particolari o abili giocatori nelle mani di abilissimi spin-doctor. Certo, la rappresentazione cinematografica della leadership non può dare conto di fenomeni ampi e complessi come quelli che circondano i leader politici; e sicuramente non basta descrivere la rappresentazioni cinematografiche dei leader politici per esaurire le articolate relazioni fra cinema e politica. Eppure, descrivere e analizzare la rappresentazione cinematografica significa provare a entrare nella percezione sociale del leader; il film, infatti, è non solo lavoro plurale e collettivo (anche quando c’è la mano forte di un regista-autore) ma punto d’incontro fra un progetto autoriale e un pubblico prefigurato e spesso (almeno in parte) cooperativo. Il film, cioè, esprime sensibilità che fanno parte di percezioni sociali e con esse si ibrida, inverandosi. Ecco, allora, l’importanza di studiare la rappresentazione della leadership politica nelle industrie creative, a partire dal cinema; ecco allora il forte contributo che un libro come quello di Viganò può offrire non solo agli studiosi di cinema (chi scrive non lo è sicuramente) ma anche ai ricercatori di comunicazione e agli studiosi di scienza politica. (dalla prefazione di Michele Sorice)

 

La maschera del potere
Lunedì 22 Ottobre 2012, ore 17.30-19.30
LUISS – Viale Romania, 32 – Roma
Aula 203