baraccopoliAscolto spesso con interesse le proposte economiche degli specialisti vicini a Fermare il declino. Cerco di imparare qualcosa e soprattutto di capire perché tutti i più grandi economisti (compresi un paio di premi Nobel) hanno posizioni antitetiche rispetto alle loro. Non essendo un esperto di economia, cerco di capire la natura politica delle loro proposte e, appunto, di compararle con quelle di studiosi come Becchetti, Stiglitz o Krugman. In realtà faccio fatica anche a trovare la logica politica delle proposte di eminenti studiosi come, per esempio, il prof. Zingales. Ma è sicuramente colpa mia, della mia scarsa competenza.

Certo, leggendo il manifesto di “Fid”, mi colpisce l’assenza di parole come “eguaglianza”, giustizia”, “democrazia”, per non parlare del concetto di “redistribuzione” (comunista?) come se l’iniquità che colpisce lavoratori e giovani fosse il risultato di una congiuntura astrale o di un dispetto dello Spirito Santo (che, per la cronaca, soffia dove, come e quando vuole ma di solito non fa speculazioni finanziarie). La colpa della crisi è ascritta ovviamente alla malapolitica (e magari un po’ è anche vero) ma non certo all’ideologia (ideologia, esatto) iper-liberista che ha drogato l’economia uccidendo la produzione e mettendo al centro le logiche finanziarie (per lo più virtuali). Insomma, proposte politiche non ne ho trovate ma petizioni ideologiche sì. Ma anche qui, magari sono io che confondo lucide proposte di sviluppo per petizioni ideologiche neo-liberiste. Seppure fosse così, comunque, sarebbe assolutamente legittimo.

Poi ieri mattina (4 dicembre) ho sentito il prof. Luigi Zingales, intervistato a Radio24 da Oscar Giannino. Le proposte economiche, al solito, non le discuto, complice la mia incompetenza (il compito lo lascio di nuovo ai premi Nobel, anche se comincio a pensare che siano davvero comunisti). Oggi però l’illustre collega ha avanzato anche analisi politiche (il podcast è disponibile qui). Bersani, per esempio, offrirebbe proposte “neo-keynesiane”, dove Keynes ovviamente è il male assoluto, la reincarnazione del demonio e forse era persino brutto come Gollum. Interessante, poi, la definizione di Nichi Vendola come “estremista di sinistra” e l’alleanza programmatica fra lui e Pier Luigi Bersani come “patto scellerato” (chi dei due è Molotov?). All’argomentazione retorica mancavano un paio di elementi che mi permetto di suggerire (qui sono competente). Il primo è il termine “cosacchi”, che nessuno sa più cosa significhi ma evoca paura perché fa pensare a nerboruti uomini coi baffi che abbeverano i loro cavalli nelle fontane di San Pietro; il secondo è “Armata Rossa”, che ha un ancora più forte valore evocativo. Il risultato finale sarebbe sicuramente più convincente, sospeso fra il 1948 e il Berlusconi del ’94. Purtroppo la sinistra italiana non ha Obama, perché altrimenti fra le argomentazioni si potrebbero usare anche quelle sul suo certificato di nascita o sul fatto che in realtà è un alieno che vuole distruggere il paese dopo averlo defraudato dell’oro e dei beni delle famiglie.

Le argomentazioni politiche dei neo-iper-liberisti sono, come sempre, improntate a profondità analitica e fair play, come si conviene a veri moderati…

Uscendo da un’ironia fin troppo facile, è evidente che i moderati in Italia sono i sindacalisti, gli operai, i giovani che non trovano lavoro, le famiglie che hanno anziani o figli con disabilità, i disoccupati, gli esodati, i ragazzi a cui sono state rubate persino le speranze.

Le argomentazioni di Alessandra Moretti e di Maurizio Landini a Ballarò, per esempio, erano analisi moderate e articolate. Coerenti con la loro posizione (e d’altra parte non è chiaro perché mai per essere “credibile” la sinistra dovrebbe adottare prospettive neo-liberiste, come molti continuano ad affermare). Dai profeti del pensiero “neo-liberista”, invece, arrivano esempi di un estremismo ideologico non dissimile (nelle forme argomentative anche se non nei contenuti) da quello dei tanti populismi dell’ultimo secolo.

E così ho finalmente capito perché – pur essendo poco competente ed evidentemente troppo influenzato dai libri sulla democrazia – non riesco a farmi piacere le prospettive politiche dei neo-liberisti. Ho paura. Ho paura del loro “nuovo” così ben conosciuto dal pianeta. Ho paura, confesso la debolezza. Gli estremisti mi fanno paura.