cosedadonne01Stamattina, nella mia Università, la collega Emiliana De Blasio, insieme a Elsa Pili, Mariacristina Sciannamblo e Noemi Trino, ha presentato la ricerca che ha coordinato con Daniela Gentile. Una ricerca sul rapporto fra donne e politica e, più ancora, fra leadership politica e questioni di gender. Alla presentazione – bella e vivace e, soprattutto, colta e stimolante – hanno partecipato, Claudia Bella, del coordinamento donne CGIL Roma, Roberta Carlini, giornalista economica, Tiziana Ragni, giornalista e direttrice del sito web del Pd, Flaminia Saccà, docente dell’Università della Tuscia e il Pro-Rettore alla ricerca della LUISS, Leonardo Morlino. Non riassumo qui la ricerca che è disponibile online e che non potrei mai raccontare come egregiamente hanno fatto le relatrici stamattina.

Il seminario, peraltro, non si è limitato alla ricerca, toccando molti altri temi connessi, dalle quote di genere al double bind effect, dalla penuria di policies efficaci alla rendicontazione di genere.

Concretezza e serietà. Senza populismi a effetto, senza espressioni gridate. Con un grandissimo stile.

Negli stessi momenti, si scopriva (grazie alla rete e al grande lavoro giornalistico di Filippo Sensi) che il manifesto propagandistico del Pdl per la manifestazione di presentazione del “programma per le donne” conteneva foto di donne prese da cataloghi. Ennesima evidenza del partito fatto solo di immagine. Senza proposte concrete di alcun tipo: è inutile che ci giriamo intorno. Con un leader populista che fa promesse epistolari (vedi restituzione Imu) che offendono la dignità dell’Italia (e della sua gente).

Da una parte il populismo berlusconiano, dall’altra parte la protesta senza proposta di Grillo (usciamo dall’Europa? ok. Poi che diciamo ai pensionati che non potranno più comprare neanche un litro di latte?).

Da una parte le ricercatrici e le partecipanti al seminario di stamattina, dall’altra la povertà della politica fatta di slogan rabbiosi e manifesti con immagini di stock: un contrasto enorme.

Lo stesso che c’è fra l’Italia giusta delle ragazze e dei ragazzi che si impegnano da anni con gratuità e spirito di servizio e l’indifferenza egoista del populismo nazionale.